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Lettera a chi so io

Che rabbia
Questa vita calda, questi giorni da spendere in fretta, questa fretta doverosa, questo circolo vizioso.

Che amore
Questa vita fresca, questi giorni spesi ad aspettare, quest'attesa fiduciosa, questo vizio da respirare.

Vorrei tornare.
Tornare a quando, quel pomeriggio, mi sono sdraiato accanto a te.. prima dell'arrivo elfico.

E vorrei restare..
..qui dove sono ora. Perchè ora non so dove sono.. e non ricordo di esserci mai stato.

Tornare.
Tornare allo scorpione e alla tua faccia serena e felice che ho incontrato voltandomi mentre salivamo le scale per prendere i materassi da Paolo.

Tornare indietro.
Tornare indietro a quella notte per poter stringere ancora le tue gambe..
e poi, la mattina, guardarti lavare i piatti.

E chiederti se hai sete.
E rivederti ballare il valzer.
Sentirmi sudare, bruciare.. sentirmi il caldo dentro..
Sentire, tutto in una volta, una voglia smisurata di abbracciarti ma trattenermi per tenerla dentro e godere dopo.. tra un po...

E non sai che voglia
di vivere altre cose come queste con te.

Ma le nostre storie di vita ripartono da zero.. qui a Roma..

E allora tantovale patire il caldo di quest'estate maledetta, per poi ritrovarci in un inverno piacevolmente freddo..
..di pioggia, maglioni, ombrelli e mani da scaldare.

Questo mi dico.
Questo penso.
Nella mia piccola stanza.
Tu sei tutto quello che mi fa essere, finalmente, me stesso.


Senza esagerare e senza pretendere.
Simone

Pubblicato il 23/8/2008 alle 3.1 nella rubrica Diario.

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