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Il condannato (colpevole di non avere niente)

Guardo fuori e penso solo a te
piove forte come piace a me
rubai per sfamare nostro figlio e sai
che al Re non chiederò perdono mai.



Sento ancora il profumo di quei giorni
spesi a sognare orti e frutta, ti ricordi?
una casa e tanti cani anche se io amo i gatti
perchè si cambia per restare soddisfatti


Ma ora che.. io sono qui
a contare gli ultimi attimi
piangi amore, piangi forte
tra la folla che, contenta, grida: "a morte!"

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Questo freddo, sarà il tempo o la paura?
forte il vento soffia la neve sulla pianura
io che da bimbo correvo col mio aquilone
ora sto fermo a guardare il cielo da una prigione

Ecco i passi di chi mi condurrà dal boia
mistero di uomo che taglia la sua noia
enigma di vita che decide chi è cattivo
e risparmia chi è gia morto dentro ma sembra vivo

Ma ora che.. io sono qui
a contare gli ultimi attimi
piangi amore, piangi forte
tra la folla che, contenta, grida: "a morte!"

[il condannato deve ancora finire di scrivere la lettera...]

Pubblicato il 1/10/2008 alle 14.41 nella rubrica Diario.

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